|

Con noi, questo mese, abbiamo un ospite
regale, un personaggio dagli avi che vanno
dalla nobiltà storica italiana alla scienza:
il principe Guglielmo Giovanelli Marconi,
giovane rappresentante dell’aristocrazia
capitolina e, soprattutto, nipote del
celeberrimo e storico inventore della radio,
Guglielmo Marconi.
Guglielmo, qual è il peso di portare due cognomi così importanti?
In realtà questo peso non l’ho mai sentito. Ho sempre vissuto, fin da quando ero piccolo, nella casa di famiglia in via Condotti che è poi la casa dove morì mio nonno Guglielmo Marconi. E’ una casa piena di ricordi, di cimeli storici, di documenti, di radio d’epoca. Così, anche se mio nonno non lo ho mai conosciuto, in quanto morì nel ’37 (esattamente trenta anni prima della mia nascita), è come se avessi da sempre respirato la sua aria. Quindi ho vissuto tutto questo come un grande intereresse, un grande stimolo. Si sa, questa è storia, che mio nonno aveva inventato la radio a soli 21 anni: non era neanche laureato e fu cacciato da molte scuole per le sue idee a quel tempo definite “eretiche”. Una persona che ha fatto tutto con le sole sue forze e che a 34 anni ha raggiunto l’apice della sua carriera ottenendo il prestigioso premio Nobel. E tutto ciò è stato molto stimolante per me e soprattutto dovrà esserlo per i giovani di qualunque epoca.
Un tuo giudizio sulla nobiltà nostrana?
E’ un momento non felice a causa dei vari episodi e scandali che si sono susseguiti negli ultimi tempi. Ma alla fine la nobiltà vera è quella che uno deve concentrare sul comportamento e sull’animo. Certamente può capitare che qualche nobile di sangue possa dare cattivo esempio e si squalifichi da solo. Una persona se vuole rimanere legata ad un certo concetto di nobiltà d’animo, di carattere e soprattutto di gentilezza ed educazione verso il prossimo deve portare rispetto per le donne, rispetto per gli amici, rispetto per le persone per bene di qualsiasi classe sociale. Il vero “signore aristocratico” non è uno snob che mette le distanze tra sé e quello di una classe più semplice, il vero signore è quello che cerca di arricchirsi anche di cose positive di uno che appartiene ad un'altra classe: un pittore ti può dare un arricchimento sulla pittura, un’ artista ti può dare un arricchimento sul suo modo di vedere l’arte ecc… Quindi sono tutti arricchimenti che il vero aristocratico deve cercare in persone diverse da lui e che possono arricchirlo nella vita.
Questo anno sei stato a Londra insieme a tua madre Maria Elettra Marconi per celebrare un evento molto importante per la vostra famiglia.
Proprio così. C’è stata l’inaugurazione del Museo Marconi ad Oxford, dove hanno raccolto un buon numero di cimeli d’epoca di fine ottocento inizi novecento e sono stati tutti conservati appunto in questa famosa Università che li esporrà in maniera permanente. Vi possiamo trovare di tutto. Degli apparecchi che mio nonno aveva creato, alcuni erano in Italia, alcuni in Giappone altri erano in America, adesso, invece, si ritrovano tutti lì. Gli inglesi ci tengono molto a conservare le cose belle. Tra l’altro sono molto legati alla figura di mio nonno poiché aveva ottenuto il suo brevetto proprio qui in Inghilterra: in Italia, purtroppo, non lo crederono e lo presero quasi in giro. Era il 1896 quando riuscì a registrare la sua invenzione all’ufficio brevetti inglese. Devo dire che lo trattano meglio all’estero che in Italia. Del resto, come capita anche oggi, i geni di casa vengono sempre trascurati.
Passiamo a cose più leggere. Ho visto, su un famoso sito di gossip, che sei uno dei primi presenzialisti degli eventi mondani nazionali e internazionali. Come dire, non te ne sfugge una…
Io sono un eclettico, mi piace il bello e il divertimento in vari campi e settori: dal museo importante al palazzo storico ad un’ inaugurazione di una sala giochi c’è sempre qualcosa di bello da imparare e da vedere.
Quale è, secondo te, la città più mondana, fashion e di conseguenza divertente, in Italia?
Sono molto legato, da tantissimi anni, a Capri. Andavo sempre all’hotel De Palme dove c’era Pupetto Designano, uno degli ultimi principi della Napoli di un tempo, una persona spiritosissima, amatissimo dalla popolazione napoletana. Devo ammettere che in questo periodo sicuramente Capri ha superato la Sardegna: si è riappropriata di quei personaggi che per un bel po’ di tempo non ci erano più andati, preferendo Porto Cervo.
Sei sempre circondato da bellissime donne, ma il tuo cuore è legato a qualcuna in particolare?
Lasciamo il mistero…
Essendo questo un giornale prettamente legato alla cultura e alla gente partenopea, volevo sapere se hai mai avuto rapporti con questa splendida regione e la sua gente.
Ti ho già accennato del mio amore per Capri. A Napoli, invece, sono andato per moltissimi anni. Anzi, ti confido che nei primissimi anni novanta avevo anche un fidanzatina napoletana che abitava a palazzo Fernanda davanti a Posillipo. Era quindi un periodo che venivo spessissimo. Frequentavo gli incredibili e affascinanti spettacoli teatrali. Una città ricchissima di storia, con quel suo tipico barocco spagnoleggiante. Inoltre sono andato a vedere il famoso tesoro di San Gennaro che è gestito proprio dalle famiglie aristocratiche più importanti di Napoli. E’ l’unico ruolo che la repubblica italiana riconosce ad alcune famiglie aristocratiche: la salvaguardia di questo tesoro di San Gennaro importante non solo per Napoli ma per tutto l’occidente cristiano.
Adesso, per concludere la nostra chiacchierata, vorrei parlare dei tuoi progetti per il futuro.
Un mio progetto per il futuro?!? Trovare l’anima gemella!
back
|