|

Sono in compagnia di uno degli esponenti
della danza classica più conosciuti e
importanti di tutto il mondo. Possiamo dire
benissimo che dopo la morte del mitico
ballerino russo Rudolf Nureyev ne ha preso
le redini divenendo il suo successore e
rappresentante nella scena internazionale. E
non è tutto… L’ étoile Raffaele Paganini non
smette mai di emozionarci nei suoi
spettacoli e ha ancora molto da insegnare ai
suoi stimatori e successori…
Raffaele, forse è una domanda che ti avranno fatto miliardi di volte: ma come ti è venuta in mente questa cosa di fare il ballerino?
Quello che è successo a me è una cosa molto particolare, non avevo nessuna predisposizione mentale per la danza. Però ho avuto una grande fortuna in quanto mio padre era un ex ballerino e mia madre una cantante lirica, quindi gente che frequentava il teatro in varie situazioni. Mio padre vide in me delle doti naturali e così, in realtà, è stato lui ad insistere affinché facessi danza e tu sai che ciò che dicevano i papà di una volta era legge. Ho seguito i suoi consigli e oggi, a distanza di tempo, lo devo ringraziare poiché aveva ragione lui: mi ha introdotto in un campo giusto per quello che erano le mie doti fisiche.
A chi ti sei ispirato, chi sono stati i tuoi maestri?
La mia ispirazione totale, proprio in assoluto, è stato Rudolf Nureyev in quanto da giovanissimo ho avuto la fortuna di incontrarlo e di poter lavorare con lui. Poi, ovviamente, sono andato avanti per la mia strada ma ci siamo rincontrati tantissime volte durante la sua folgorante carriera e l’inizio della mia, in quanto siamo di due generazioni diverse. Fu lui a farmi fare uno dei miei primi ruoli importanti al “Teatro dell’Opera di Roma” come primo ballerino, come étoile, sostituendolo poiché era impegnato in altri spettacoli. Avevo all’incirca venti anni ed è stata una delle mie prime esperienze importanti che hanno segnato la mia carriera.
Non solo hai calcato tutti i palcoscenici del mondo ma ti sei dedicato anche all’intrattenimento televisivo partecipando a varie trasmissioni di successo. Che ti è rimasto di quel periodo?
Intanto è stata per me una grande fortuna poiché mi ha dato la possibilità di diventare un danzatore popolare, anche a livello “commerciale”. Poi mi è rimasta un’ emozione particolare in quanto, quando andavo a ballare in televisione, cercavo di portare comunque quello che era la mia professionalità quello che era “Raffaele Paganini” in teatro, poiché la mia patria vera, indubbiamente, è questo. Devo ammettere che ho sempre avuto degli ottimi “palcoscenici”, ho sempre lavorato in trasmissioni estremamente importanti dove mi davano degli spazi notevoli. Le trasmissioni più importanti sono: dai tre “Fantastico” a cui ho partecipato, ad “All Paradise” un programma straordinario, dalle edizioni di “Europa Europa” capitanate dal grande Michele Guardì, alle due edizioni di “Sanremo” con Pippo Baudo (il quale è sempre stato un grande amante della danza) dove ero con tutta la mia compagnia.
A quale spettacolo o personaggio che hai interpretato sei più affezionato e ti ha dato più emozioni?
Diciamo che sono due i balletti a cui sono affezionato: il “Don Chisciotte” e “Le corsaire” dove si esprime il virtuosismo della danza maschile e per me, che sono tuttora un gran virtuoso della danza, sono stati quelli che mi hanno ispirato e trascinato di più.
Domanda per te pericolosa… Hai ballato al fianco di bellissime e affascinanti donne. Qual è o quale è stata la tua partner preferita?
Indubbiamente Alessandra Ferri con la quale ho fatto una splendida “Giselle” al Teatro dell’Opera di Roma. Eravamo molto giovani quindi è stata una bellissima esperienza per entrambi, (per lei addirittura era la prima esibizione in quel Teatro) e me lo ricordo come qualcosa di molto particolare. Fu lo spettacolo dell’anno e in qualche modo, per il mondo della danza, fu un momento da ricordare. Sempre in quel periodo, alle Terme di Caracalla, con lo stesso spettacolo facemmo il tutto esaurito e il record di incassi!
Una tua opinione sul mondo dello danza di oggi.
Sono molto positivo. Secondo me stiamo vivendo un periodo, storicamente parlando, molto importante per la danza perché stanno rinascendo grandi interessi nei confronti di questa arte.
Lo vedo anche nei teatri, nelle scuole… Sicuramente grazie anche alla Tv che ultimamente mette in risalto queste trasmissioni che si occupano, tra le altre cose, anche di danza, riportando in auge questo mondo e ne sono molto contento. Mi aspetto, da qui ad una decina di anni, che tutti i giovani che oggi riempiono le tantissime scuole saranno dei professionisti e così saranno molte di più le possibilità di scelta nella cernita dei ballerini del domani.
Ma attualmente chi è che potrebbe essere nominato tuo erede?
Un mio erede purtroppo ancora non c’è poiché sono stato sempre un ballerino molto particolare, poliedrico. Come dire, sono sempre stato in realtà un ottimo ballerino di “mezzo carattere” cioè che può fare un po’ di tutto, dal classico, al moderno, al contemporaneo. Però ci sono alcuni personaggi nel panorama della danza che hanno grandi possibilità e che stanno lavorando veramente bene.
Ormai in televisione dominano i reality. Se ti verrebbe proposto ci parteciperesti?
In un reality? Probabilmente sì, ma ad una condizione però: quella che dovrebbero mettere a mia disposizione (ma non per fare il divo) un piccolo spazio per continuare ad allenarmi, e quindi anche un insegnante in quanto noi ballerini tutti i giorni dobbiamo fare delle lezioni (una serie di passi predefiniti) obbligatoriamente. Sono per natura molto curioso e inoltre credo che ognuno di noi, se è in grado, può portare la propria professionalità all’interno di una trasmissione che non fa parte del proprio mondo reale (che nel mio caso è il teatro). Sono sempre stato un ballerino prestato alle trasmissioni televisive quindi anche in questa occasione lo farei senza dubbio e potrebbe diventare una cosa molto simpatica. Ecco, mi piacerebbe fare una bella “Isola dei Famosi”!
Che consigli daresti ad un giovane che vorrebbe intraprendere la tua stessa carriera.
Darli ad un giovane sarebbe complicato poiché dovrei darli ad un bambino di otto anni, quindi troppo piccolo e non riuscirebbe a capire. Un consiglio, invece, lo do ai genitori che lo portano a scuola di ballo: quello di non pensare all’involucro della scuola, se è bella, elegante, questo non è importante. Il problema è che i genitori si devono sincerare, sempre e assolutamente, che ci siano degli insegnanti validi e dei veri professionisti poiché la danza si inizia da giovanissimi (addirittura a quattro/cinque anni) e tu potrai immaginare quanto siano delicati e fragili i bambini di quella età! Quindi ci devono essere insegnanti qualificati.
Essendo questo un giornale prettamente legato alla cultura e alla gente partenopea, volevo sapere se hai mai avuto rapporti con questa splendida regione e la sua gente.
Ho lavorato tantissimo al teatro “San Carlo” di Napoli e quindi ho avuto modo di stare a contatto con la gente e gli artisti del luogo molte volte. Adesso, inoltre, con la mia compagnia “Compagnia Nazionale Raffaele Paganini”, con la quale ogni anno faccio una serie di spettacoli in tutta Italia e in Europa, per almeno due settimane l’anno sono in questa regione.
Per concludere volevo parlare dei tuoi progetti per il futuro, insomma, se ci anticipi qualcosa su quello che farai o se hai qualche cosa di esclusivo da confidare ai nostri lettori.
Proprio in questi giorni sono in preparazione di uno spettacolo veramente esclusivo in collaborazione con Marco Realino direttore dell’ “Euroballetto”, una compagnia molto seria e professionale e con cui mi trovo benissimo. Con questa compagnia sarò il protagonista nel balletto “omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers” che si divide in due parti: il primo atto “In the Navy” ambientato negli anni quaranta/cinquanta e la coreografia è di mio fratello Alfonso; il secondo atto invece è un omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers e la coreografia è di Luigi Martelletta.
Fred Astaire è un personaggio che amo e stimo moltissimo e nel mio piccolo vorrei ricordarlo con questo balletto e fargli questa dedica: è venuto fuori uno spettacolo di due ore veramente carino interessante e “ammaliatore”!
back
|