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Dopo l’intervista all’amico Nino Frassica,
abbiamo incontrato per “par condicio” un
altro attore, Alex Partexano, anche lui
siciliano, che interpreta il ruolo del
brigadiere Antonio Mura nella fortunata
fiction di Canale 5, “Carabinieri”.
Alex, sono ormai tanti anni che fai questo mestiere e hai messo in cantiere moltissimi films. Ma come è iniziata questa tua carriera di attore?
Già da bambino avevo il morbo dello spettacolo. Avevo visto “Ben-Hur” e ne rimasi folgorato. Vedendo tutti quei personaggi fare quelle cose sullo schermo, dissi a mio padre che anche io, da grande, avrei fatto questo lavoro. Poi, man mano che passarono gli anni, vicino alla maturità, il direttore del teatro locale di Siracusa, Aldo Formosa, dovendo girare un documentario per Raiuno, gli serviva un Agamennone e scelse me pur non avendo nessuna esperienza nella recitazione. E’ stata una cosa fortuita, così per caso, ma era una cosa che sentivo dentro fin da bambino… Adesso, per i giovani d’oggi, fare l’attore è solo una moda, un momento ludico e un mezzo per apparire…Ma non è così! E’ un lavoro molto difficile e complicato oltre ad essere il mestiere più bello del mondo.
Hai un tuo idolo professionale a cui ti ispiri?
Non mi sono mai ispirato a nessuno poiché ho imparato dai vecchi saggi siculi che bisogna avere dei modelli con beneficio di inventario: devi dare sempre una tua propria impronta. Ispirarsi ad un modello potrebbe essere un po’deviante come indicazione. Certo, come tutti quanti, una specie di idolo ce l’ho ed è Marlon Brando, che è stato quello che ha rivoluzionato tutto lo stile della recitazione.
Attori si nasce o si diventa? Quali sono le caratteristiche per diventare un buon attore?
Per me attore si diventa. Ho detto sempre da anni: col talento ci si nasce ma bravi si diventa. Il talento non te lo può regalare né lo puoi comprare da qualche parte. Il talento è un’ottima componente ma non è necessario per diventare bravo. Bravo lo può diventare chiunque!
Varie volte è capitato che nel set molti attori alle prime armi ti chiedono consigli e suggerimenti su come interpretare al meglio la loro parte perché vedono in te un vero professionista e un attore dalle doti straordinarie. Un attore che non si è dedicato solo al cinema e alla televisione ma anche al teatro. C’è molta differenza, dal punto di vista dell’attore, tra questi tre mezzi artistici di comunicazione?
Prima pensavo che fossero tre arti completamente differenti ma poi con l’esperienza, purtroppo ventennale (ormai comincio ad avere una certa età!), ti rendi conto che comunque l’arte è sempre e solo una. Cambia lo stile e la tecnica ma l’attore è attore, sia quello di fiction che di cinema che di teatro. Ci sono solo piccolissime differenze tecniche tra questi mezzi di comunicazione. Poi, certo, dando un interpretazione “filosofica” posso dire che il cinema è sogno, televisione è fantasia, teatro è l’esecuzione antica per eccellenza, è documento.
So che sei molto restio a parlare della tua vita privata. Ma mi piacerebbe che questa volta ti sbilanciassi un po’…
Ho una compagna da diversi anni con la quale sto benissimo e che ha il grande dono di sopportarmi poiché avere un attore come compagno, come marito, non è certo facile.
Essendo questo un giornale prettamente legato alla cultura e alla gente partenopea, volevo sapere se hai mai avuto rapporti con questa splendida regione e la sua gente. E sei hai qualche piccolo episodio che ti rimanda a questa terra ti prego di non nascondercelo.
Sono legatissimo a Napoli per il semplice motivo che i miei primi film di cinema li feci proprio lì (le famose sceneggiate napoletane in versione cinematografica) ed ho avuto il piacere di lavorare con il grande Mario Merola su “ Armata calibro 9” e “Napoli…la camorra sfida la città risponde” . Mi dicono che li passano quasi tutti i giorni sulle emittenti locali partenopee…
Adesso per concludere la nostra chiacchierata vorrei parlare dei tuoi progetti per il futuro. Hai qualcosa di esclusivo da confidare ai lettori dell’ “Aventi”?
Il futuro lo sa solo Dio. Comunque spero che “Carabinieri” continui ad avere successo. Ormai teatro ne faccio pochissimo poiché onestamente le soddisfazioni sono limitate. La televisione è l’unico mezzo che ti permette di poter fare delle cose. Posso solo dire: viva viva il lavoro ben fatto!
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