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Il Salotto di Pulcinella                                           intervista al Piotta

Questo mese ho il piacere di intervistare un fenomeno della musica italiana. Uso la parola fenomeno poiché si addice propriamente a Tommaso Zanello che nell’estate del 1999 diede il via al tormentone del “Supercafone”, noto a tutti col nome del  “Piotta”.

Tommaso cosa ti è rimasto di quella esperienza del fenomeno estivo e commerciale? Un bel ricordo di divertimento, tanta musica dal vivo, e stare insieme a un sacco di amici a festeggiare.

Non avevi il timore di rimanere circoscritto in una piccola aerea geografica poiché cantavi prettamente con una cadenza romanesca e nei tuoi testi parlavi e ti riferivi alle borgate romane? Assolutamente no. Poi dipendeva dal pezzo: non tutti i brani erano così e comunque facendo hip hop il gergo è una cosa positiva e non restrittiva.

Dopo questa avventura negli ultimi anni c’è stata come una “conversione”. Arriva Sanremo. Secondo me non è una conversione ma un percorso normale all’interno della musica e soprattutto di quella italiana in cui dominano i cosiddetti appuntamenti fissi: quello commerciale come il Festivalbar, quello d’autore come il meeting delle etichette indipendenti e quello nazionale popolare come Sanremo. Per me l’uno vale l’altro basta che sono me stesso e faccio le mie cose. Si può dire che ho fatto uno degli ultimi Sanremo più belli che ci sia stato anche se hanno parlato male di Tony Renis. Ma bisogna dargli atto che grazie a lui in quell’edizione i musicisti hanno avuto molto più spazio.

Lo rifaresti? La musica in questo momento non naviga in buone acque e visto che Sanremo è un ampia vetrina promozionale e radiofonica, se fosse utile per lanciare un mio disco lo rifarei volentieri. Il Festival lo vedo molto più a livello lavorativo e non gli do quest’ aureola così mistica.

Dopo queste esperienze non è che hai rinnegato il tuo personaggio iniziale? Secondo me non c’è un personaggio ma un’artista che fa canzoni e logicamente una persona cresce e crescono anche le sue creazioni. Non so dirti se in meglio o in peggio. L’importante, come la vedo io, è non fare sempre le stesse cose se no diventa abbastanza squallido.

Essendo questo un giornale prettamente legato alla cultura e alla gente partenopea, volevo sapere se hai mai avuto rapporti con questa splendida regione e la sua gente. Ho girato tutte le province della Campania con i miei concerti e riconosco l’importanza e la bellezza di questa regione e della città di Napoli. Devo confidarti che il mio fonico ha origini partenopee e stando moltissime volte a casa sua, approfitto della generosità culinaria della madre che appunto da buona napoletana è un ottima cuoca e quindi mi delizia con questi ragù incredibili a cui dedica ore e ore di preparazione. Devo aggiungere, sempre rimanendo nell’ambito culinario, che sono un forte estimatore della mozzarella di bufala. Anzi, lo sai che ti dico: sto cercando una sponsorizzazione anomala. Anziché questi vestiti da rapper vorrei come sponsor una ditta di mozzarelle di bufala campane. Gli metterò anche il logo sul mio disco ma in cambio vorrei settimanalmente un tot di mozzarelle che mi arrivino a casa!

Per concludere parliamo dei tuoi progetti per il futuro. Anticipaci qualcosa su quello che farai o sei hai qualche cosa di esclusivo da confidare ai nostri lettori. Ho fatto una mia etichetta che si chiama “La Grande Onda” (come il noto brano) e produco artisti sia di Roma che di altre parti d’Italia che incarnano l’ hip hop o grosso modo che girano intorno a questa cultura. In particolare voglio dare spazio e voce a persone del centro e del sud che sono quelle che ritengo che abbiano meno opportunità poiché le maggiori etichette discografiche e di promozione sono tutte a Milano. Ho già prodotto sette dischi e sono molto contento di averlo fatto poiché è la mia passione anche se viviamo in tempi difficili per questo settore. Per cui mi ritengo un vero e proprio artigiano della musica. Inoltre c’è il progetto del mio nuovo disco: uscirà il singolo per questa estate e successivamente l’album che è il mio quinto Lp. Sto portando avanti il mio sito (www.piotta.net) che ha vinto questo anno come miglior sito italiano ed è entrato nel catalogo dei migliori 500 siti al mondo proprio perché sono riuscito a creare una sorta di comunità con scambio di e-mail, di file musicali, e dove metto la mia voce a servizio di d.j., produttori e compositori che possono fare dei remix e metterli in rete. Tutto quindi collegato all’attività musicale che è la mia unica e vera passione.

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