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Il Salotto di Pulcinella                                           intervista a Tony Santagata

Abbiamo incontrato questa volta uno dei più grandi cantautori italiani, autore di storiche canzoni tra cui una delle più famose è “Quant’è bello lu primme ammore”, e forse uno dei pochi, se non l’unico connazionale che si è preso 20 minuti di applausi con standing ovation al Madison Square Garden di New York nel 1976.  Attore di cabaret, instancabile organizzatore di eventi, “centro avanti di sfondamento” nella nazionale di calcio cantanti, il nostro Tony Santagata ha in riservo ancora tante cose e non smetterà mai di emozionarci e coinvolgerci nelle sue avventure.

Tony, non ti chiedo i tuoi inizi, in quando ormai sono di dominio pubblico, ma raccontaci almeno un episodio della tua carriera che non potrai mai dimenticare. Certamente lo storico spettacolo avvenuto al Madison Square Garden di New York è stata un emozione straordinaria e irripetibile che, a dire la verità, non potrà mai avere confronto con qualsiasi altro tipo di manifestazione: più di 20 mila persone che si alzano in piedi, che ti mandano baci, che lanciano fiori, che ti buttano cappelli, soldi e quant’altro sul palco… Devo dire che è stata una delle cose più importanti della mia carriera artistica. Però non basta., perché c’è stata un'altra cosa che è entrata a far parte di me e dei miei ricordi più intensi da qualche anno, ed è stata l’opera (un musical) che io ho scritto, dal titolo “Padre Pio Santo della Speranza” rappresentato nell’aula più grande e prestigiosa del mondo per noi cattolici, l’aula Paolo VI, grazie anche al consenso di Papa Giovanni Paolo II. Anche questa ultima esibizione mi ha dato veramente qualcosa di molto emozionante che non potrò mai scordare.

Cantautore, musicista, attore (nel film di Pupi Avati), cabarettista, organizzatore di eventi, calciatore… ma quante cose fai? In quali di questi ruoli ti senti più tuo agio? Il ruolo che preferisco di più è quello di cantautore dal vivo. Sono un animale da palcoscenico e lo spettacolo dal vivo è quello che mi da più emozioni. Ma un artista, per chiamarsi tale, con l’A maiuscola, deve essere un artista completo e credo sia giusto sperimentare ogni cosa. E fin tanto che il pubblico giudicherà queste mie esibizioni di alto profilo ne sarò contentissimo. Per quanto riguarda gli hobby ce n’ ho uno solo fin da piccolo ed è quello del calcio. Ma non l’ ho mai potuto sperimentare a causa i miei molteplici impegni. Solo adesso ne ho la possibilità in quanto lo faccio per solidarietà. Come dire, unisco l’utile (solidarietà) al dilettevole( mi tengo in forma e mi diverto). In quanto al mio ruolo d’attore mi fa piacere ricordare che ho preso il premio Silone come attore rivelazione dell’anno ed è coinciso con la nomitation all’Oscar. Per essere stato il mio primo film devo dire che mi ha dato molte soddisfazioni. Ringrazio e saluto il grande Pupi Avati!

Sei ospite fisso di quasi tutte le trasmissioni tv. Cosa ne pensi della televisione d’oggi? La televisione d’oggi purtroppo ha un po’ trascurato i grandi protagonisti. Penso che la televisione debba spesso scegliere il meglio che c’è , soprattutto quella di stato che ha il dovere e il compito di istruire il pubblico, di fare cultura. Mi piacerebbe che ci fosse una scelta più accurata dei protagonisti che sono in voga ed invece, in questi tempi, si bada molto di più alla spettacolarità , al gossip e non ai contenuti veri. Mi piacerebbe ancora assistere ai grandi eventi di Raiuno di alcuni anni fa…

Dammi un tuo parere sullo scenario musicale italiano Credo che anche qui ci sia stato, in questi anni, una piccola regressione. I giovani ci sono, molti sono anche bravi, ma mi sembrano che si stiano impegnando poco a costruire delle cose originali. Insomma devono osare di più e non fermarsi a progetti eseguiti da altri. Io sono per i giovani, sono dalla loro parte e si vede anche dai miei spettacoli che mi circondo sempre di giovani e nuovi talenti.

A quale delle tue canzoni sei più affezionato? Ne avrò almeno venti. Certamente “lu primme amore” è stato il mio primo disco e cavallo di battaglia e chiaramente mi da sempre emozioni . Però non posso dimenticare “Squadra Grande” che è stata la prima sigla sul calcio cantata in Rai e tante soddisfazioni mi ha dato anche dal fatto che è stata presa come sigla dei campionati del mondo, quando vincemmo nel 1982. Poi c’è “Lu Maritiello” che mi ha fatto conoscere e vendere più di 8 milioni di copie in tutto il mondo. Un altro brano a cui sono molto affezionato è “Li Strascenete” che è stato il primo blues di cabaret.

Essendo questo un giornale prettamente legato alla cultura e alla gente partenopea, volevo sapere se hai mai avuto rapporti con questa splendida regione e la sua gente. Caspita! I miei nonni, della famiglia di mia madre, erano campani, il mio paese è ai confini con la Campania, i miei maestri di conservatorio, che mi hanno dato la “laurea” in questo lavoro, erano napoletani, le mie prime serate importanti l’ho fatte a Napoli. E in più, posso dirti due cose: ho scritto un inno del Napoli, famosissimo negli anni ’60, che si chiama “ Ciuccio u fai tu” che praticamente accompagnò la squadra di Altafini, Fivoli e di altri grandi personaggi… E un'altra cosa che mi lega a Napoli è la canzone che dedicai all’immenso Totò quando fui scelto come unico rappresentate del cabaret italiano tra gli artisti che davano un omaggio al grande artista dopo la sua scomparsa. Per cui sono legatissimo a Napoli e a tutto ciò che è napoletano. A proposito, l’ultimo concerto l’ho fatto proprio in Campania!

Per concludere volevo parlare dei tuoi progetti per il futuro, insomma, se ci anticipi qualcosa su quello che farai o se hai qualche cosa di esclusivo da confidare ai nostri lettori. Un po’ per scaramanzia difficilmente si parla del futuro. Sicuramente una collaborazione abbastanza fissa con alcuni programmi Rai, poi una grande partecipazione con un network milanese, la storica Antenna 3, che mi da soddisfazioni immense. Inoltre, l’uscita, prima di Natale di un nuovo cd , e poi ho in cantiere, ma non ti posso dire il titolo, la scrittura di un nuovo musical. Insomma sono abbastanza impegnato, spero di trovare il tempo anche per andare a fare qualche partitella di calcio…

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